Che dire. Ho fallito. Ho mangiato e vomitato. Non cercherò scuse. Non ne avrei, non le troverei.
Ma vomitando ho realizzato una cosa. Vomitare è paura. Non rifiuto solo il cibo, io vomito emozioni.
Vomito tutte le cose che mi han fatta star male, i pensieri tristi, gli sguardi cattivi, le bugie.
Vomito quello che non riesco ad accettare nella vita. E via, mi ripulisco dentro. Via la cena e le cattiverie.
La vita non è solo cose piacevoli, è lacrime, rifiuti, malinconie. Ma anche amicizie vere (si, Blair, sentiti chiamata in causa!), giornate di sole e deliziosi momenti insieme a chi ami.
Io non so vivere, sono ancora una bambina viziata che vomita tutto quello che non le piace, che la fa soffrire. Ma devo imparare. Mi prendo tempo, ma non mi permetto di fallire.
Vi penso sempre, splendide amiche mie.
Certi giorni vorrei solo uscirne, altri mi sento incredibilmente motivata e forte. Per dire a tutti quello che non sa nessuno.
CATEGORICAMENTE
Non auguro a nessuno quello che ho.
Non invito nessuno a leggere ciò che scrivo.
Se non condividete, andate via... non accetto prediche o polemiche inutili e perbeniste.
Non aiuterebbero, anzi.
giovedì 19 aprile 2012
lunedì 9 aprile 2012
Che dire mie care... dopo il disastro degli ultimi giorni nemmeno volevo scriverlo questo post... volevo solo macerare nell'autocommiserazione e maledirmi per non aver saputo trattenermi durante il pranzo di ieri (e di oggi).
Mi sento pesante, ingombrante, sporca.
Non serve a nulla la doccia, i capelli, lo smalto nuovo sulle unghie. Mi sento orribile sempre e comunque, solo perché ieri ho osato mangiare.
Sono dai miei e non oso nemmeno pesarmi. Ho paura delle reazioni che avrei se vedessi un numero troppo alto.
Cavoli, quanto son depressa. Non vi tedio oltre, stelle. Spero che le vostre giornate siano più luminose delle mie. Non che ci voglia molto.
Vi voglio bene.
Mi sento pesante, ingombrante, sporca.
Non serve a nulla la doccia, i capelli, lo smalto nuovo sulle unghie. Mi sento orribile sempre e comunque, solo perché ieri ho osato mangiare.
Sono dai miei e non oso nemmeno pesarmi. Ho paura delle reazioni che avrei se vedessi un numero troppo alto.
Cavoli, quanto son depressa. Non vi tedio oltre, stelle. Spero che le vostre giornate siano più luminose delle mie. Non che ci voglia molto.
Vi voglio bene.
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