Sono una bambola di pezza, sdrucita e imperfetta
Certi giorni il peso del mio universo mi uccide, mi schiaccia, mi soffoca.
Mi soffoca come un sacchetto di plastica portato dal vento, dall’aria elettrica
prima di un temporale… me ne sto lì a fissare le nuvole di piombo e protossido d’azoto che si inseguono e all’improvviso un sacchetto bianco, sospinto dalla tempesta in arrivo mi si impiglia sul viso.Respiro a fatica, forte, nel panico più completo e più respiro più mi si incolla ferocemente alla bocca; mi stringe il collo, aderisce perfettamente alla mia pelle impedendole di respirare.
Mi sento così, assolutamente imperfetta, assolutamente non all’altezza.
E l’unico modo che ho per reagire è odiare ciò che credo mi renda così sbagliata e porvi rimedio.
Lo faccio odiando il cibo, non volendo mangiare e fingendo di averlo fatto quando invece il mio stomaco lancia urla strazianti, implorandomi di nutrirlo, di non lasciarci morire così.
Ma più lui soffre, più io soffro, più mi sento di poter controllare tutto, mi sento un’eroinomane dopo la sua dose, un piccolo dio egocentrico che osserva soddisfatto il suo creato.
come mi rispecchio nelle tue parole! ma devi capire, stella, che il cibo non deve essere visto come un nemico. Il cibo non è qualcosa di cui avere paura, qualcosa che "fa male". Il cibo è anche colore, sensazioni, calore, gusto... Io sto cercando in tutti i modi di vederlo così. Cerco di farlo mio alleato e Dio solo sa quanto è difficile! Ma provare è sempre meglio che stare male, no?
RispondiEliminati stringo fortissimo, piccola
un bacione
Hai ragione... proprio non capisco perché io mi sfoghi proprio su di lui...non me ne è mai importato molto e ora sembra che tutto ci giri intorno...
EliminaProvare è quello che mi resta, ma ho paura che mi stancherò di fallire... e a quel punto che mi succederà?
Grazie di esserci sempre